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LA PROFILASSI

 

"Prevenire è meglio che curare"

 

Questo detto vale per noi esseri umani ma anche per tutti gli altri esseri viventi, volatili compresi!

Per questo motivo bisognerebbe prestare molta attenzione a certe cose, in particolare: locali e attrezzature devono essere sempre disinfettati e perfettamente puliti, l'alimentazione deve essere corretta e deve esserci totale assenza di polveri, muffe etc., bisogna evitare accuratamente il sovraffollamento delle gabbie, situazione che porta un incremento della sporcizia e degli agenti patogeni, oltre a causare ovviamente stress ai PdG con conseguente diminuzione delle difese immunitarie.

Altra pratica da evitare è quella di somministrare antibiotici in forma preventiva, perché si rischia di causare sterilità, debolezza nei pulli, danni epatici ed alla flora batterica intestinale.
Meglio limitare l'utilizzo delle medicine in caso di malattia conclamata e sempre dietro indicazione del veterinario.

Possiamo però cercare di incrementare le difese immunitarie dei nostri soggetti somministrando ogni circa 2 mesi dei prodotti che stimolano la moltiplicazione della flora batterica “buona” dell'intestino.
A questo scopo sono stati ideati numerosi prodotti (probiotici e prebiotici), generalmente si tratta di sostanze in polvere da mescolare al pastoncino. In caso si abbia a che fare con soggetti che del pastoncino non ne vogliono sapere o che ne mangiano molto poco, si può ricorrere all'utilizzo dell'Enterogermina (si trova tranquillamente nelle farmacie, in comode fialette), in termini di 8 gocce per 100 mL.

La regola più importante da seguire per evitare catastrofiche epidemie nel proprio allevamento è la QUARANTENA.

Innanzitutto bisognerebbe acquistare solo soggetti apparentemente sani, quindi con piumaggio in ottime condizioni, occhi e cloaca puliti, zampe e becco senza croste e malformazioni e che si dimostrino attivi e non abbattuti.

Nonostante questo c'è comunque il rischio che l'uccellino possa incubare una qualche patologia, per questo motivo andrebbe tenuto separato dagli altri per almeno 30 giorni (avendo ovviamente cura di non contaminare l'attrezzatura vera e propria dell'allevamento con quella utilizzata nella stanza adibita alla quarantena, quindi mai scambiare beverini, mangiatoie, fondi delle gabbie etc), solo dopo questo periodo di tempo si possono introdurre i nuovi soggetti in allevamento, a meno che certi non abbiano manifestato qualche sintomo, in questo caso bisogna rivolgersi al proprio veterinario ed eseguire alcuni esami per scongiurare la presenta di una patologia infettiva.

 

 

Testo a cura di Giada Cappuzzo, revisione Alex Solbiati

Sito Ufficiale del Club Italiano "Passero del Giappone"