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IL PASTONCINO

 

Durante l'anno i PdG vanno incontro a due periodi differenti, quello dell'allevamento e quello della muta, per questo motivo necessitano di un apporto proteico differente a seconda della fase in cui si trovano.
Per seguire la regola del NON variare l'alimentazione ai nostri passeri, sarebbe meglio, anziché cambiare la tipologia di pastoncino somministrato, variare invece la quantità e la frequenza con cui si mette a disposizione questo alimento.
Nel caso di soggetti in muta si può somministrare una sola volta a settimana, a differenza delle coppie in cova, cui va fornito più frequentemente.

Così facendo, durante il periodo riproduttivo i PdG avranno un aumento proteico nell'alimentazione, condizione che contribuisce a migliorare le possibilità di riuscita di ogni coppia.
Per quanto riguarda i grassi è bene sottolineare due dati importanti, il primo è che non devono mai essere in percentuale maggiore rispetto alle proteine, il secondo è che devono essere solo di origine vegetale e non animale per evitare problemi epatici.

Quando ci si appresta a comprare un pastoncino, specie le prime volte, bisogna quindi fare molta attenzione al cartellino della confezione dove, nella tabella analitica, si trovano elencati i vari componenti e le loro percentuali.

I pastoncini vengono essenzialmente classificati in 4 categorie: secco, morbido, di mantenimento e di allevamento.
Si tratta sempre di prodotti a base di sfarinati ma nel caso del pastoncino morbido vi è stata un'aggiunta di  sostanze grasse che lo rendono pronto all'uso, a differenza di quello secco che invece si presenza poco appetibile e va addizionato ad acqua, succhi di frutta o uovo sodo schiacciato.

Nel caso di un pastoncino di mantenimento si avranno ovviamente percentuali proteiche minori rispetto a quello d'allevamento, periodo in cui il fabbisogno giornaliero del PdG aumenta notevolmente.
Allevatori molto esperti mi hanno consigliato l'utilizzo solamente di pastoncino bianco secco, cui aggiungere dell'uovo sodo schiacciato e da eliminare ovviamente ogni giorno.
Gli esotici e di conseguenza anche il PdG non sono grandi estimatori di pastoncino, specie all'inizio si mostreranno schizzinosi, ma alla fine, con un po' di perseveranza impareranno anche loro ad apprezzarlo.

Alcuni concetti essenziali a riguardo del pastoncino sono i seguenti:

 

  • appetibilità: a livello energetico non si hanno differenze tra un pastoncino più o meno appetibile, ma indubbiamente è di fondamentale importanza affinchèl'uccellino se ne cibi
  • conservabilità: importantissima sia prima dell'uso (prima dell'acquisto verificate sempre la data di scadenza) che dopo la somministrazione: un pastoncino che si degrada molto rapidamente deve esser lasciato a disposizione per pochissime ore, specie nelle stagioni calde, per non andare incontro a gravi conseguenze per la formazione di muffe
  • azione dietetica: alcuni pastoncini contengono sostanze quali crusca e olio di germe di grano che sono molto utili nella digestione, quindi andrebbero preferiti ad altri che ne sono privi

 

Volendo abbiamo la possibilità di influenzare queste 3 caratteristiche, aggiungendo ai pastoncini (sia secco che morbido) diversi alimenti quali:

 

  • l'uovo: che ha un elevato contenuto proteico
  • I liquidi: come l'acqua o ancor meglio i succhi di frutta (alla pera, mela, carota). Aumentano l'appetibilità del pastoncino variandone sia la consistenza che il sapore ma diminuiscono radicalmente la conservabilità del prodotto che deve essere eliminato dopo massimo 2 ore (in estate anche meno)
  • I vetegali: come ad esempio mela e carota (le più usate) si possono miscelare al pastoncino a pezzettini, schiacciati o grattuggiati

 

Testo a cura di Giada Cappuzzo, revisione Alex Solbiati

Sito Ufficiale del Club Italiano "Passero del Giappone"